articolo tratto del Brescioggi del 14/05/2010 sullo stato d'attuazione delle direttive riguardanti le pari opportunità all'interno dell'ente pubblico.
il nostro comune è fra i 52 su 206 bresciani che hanno attuato
PIANI TRIENNALI DI AZIONI POSITIVE.
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Pari opportunità: attivo un Comune su 4PIANI TRIENNALI DI AZIONI POSITIVE. Presentati dall’Acb i dati
sull’attività condotta dalle amministrazioni nel territorio bresciano:
interventi a macchia di leopardo
Belleri: «Percentuale positiva,
ma le azioni varate dimostrano che siamo ad uno stadio embrionale» Pezzi:
«Obiettivo al 50 per cento nei prossimi anni»
Angela Dessì
- Venerdì 14
Maggio 2010 - CRONACA,
- pagina 10
Sono 52 su 206
i Comuni della provincia di Brescia che si sono dotati dei Piani triennali di
azioni positive per le pari opportunità previsti dalla legge. Una serie di
misure finalizzate ad armonizzare senza discriminazioni le condizioni di lavoro
dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. I dati sono stati illustrati
ieri dalla Consigliera di Parità supplente, Tiziana Belleri, e dal sindaco di
Gottolengo (unico membro femminile dell’Ufficio di presidenza dell’Associazione
Comuni Bresciani) Giuliana Pezzi. «Il 25 percento di adesioni è un buon
risultato - sostiene Tiziana Belleri -. Il nostro obiettivo non è dare
valutazioni di merito, ma solo sollecitare l’attenzione delle pubbliche
amministrazioni sull’adozione di uno strumento che molto può incidere nella
rimozione delle discriminazioni uomo donna e sulla promozione delle pari
opportunità».
NELLA NOSTRA PROVINCIA i Piani triennali di azioni
positive sono stati adottati a macchia di leopardo da comuni anche molto
diversi tra loro per dimensione e collocazione. Oltre a Brescia, che ha varato
il Piano nel novembre 2007 e che è l’unico comune con più di 100 mila abitanti,
la parte del leone l’hanno fatta quelli di dimensione medio piccola, vale a
dire con una popolazione tra i 3000 e i 4999 abitanti (16 su 52) seguiti da
quelli con popolazione compresa tra i 10 mila e i 19.999 abitanti (14). Tra i più
piccoli spicca Brione, che ha adottato il Piano nonostante non arrivi neppure a
mille abitanti, mentre analizzando l’adesione dal punto di vista propriamente
geografico balza all’occhio la concentrazione di comuni virtuosi nel territorio
della Valle Camonica.GUARDANDO ALLE AZIONI contenute nei diversi documenti, si nota come la
stragrande maggioranza dei comuni abbia puntato sulla predisposizione di norme
generali e sul benessere organizzativo, sull’istituzione del Comitato per le
pari opportunità e sul tema della flessibilità degli orari coniugato al cumulo
delle ore di lavoro. Altro filone cui i Piani hanno riservato grande attenzione
è stato quello della formazione sul tema delle pari opportunità coniugato con
un monitoraggio attento degli avanzamenti di carriera e delle assunzioni di
personale maschile e femminile. «Il fatto che si sia privilegiata questa
dimensione rispetto a quella dell’analisi delle discriminazioni sulle
retribuzioni significa che si è ancora in una fase embrionale di elaborazione della
cultura delle pari opportunità - spiega Tiziana Belleri - La riflessione sugli
stipendi, maggiori o minori a seconda del sesso, costituisce un gradino più
avanzato del processo». Resta da capire per quale motivo, a quasi 20 anni di
distanza dal varo di una legge a tutela delle pari opportunità (legge 125/1991)
e nonostante le sollecitazioni avviate già dal 2005 dagli Uffici della
consigliera, ancora tanti comuni bresciani non abbiano stilato il Piano, tanto
più alla luce di una normativa che imporrebbe il blocco delle assunzioni in
caso di non adozione (articolo 48 del decreto legge numero 198 dell’11 aprile
2006). «Le motivazioni della mancata adesione potrebbero essere molteplici,
dallo scarso interesse al tema alla mancanza di strumenti per la realizzazione
- ipotizza Giuliana Pezzi - Quello che oggi a noi interessa, però, è che il
processo avviato con questi 52 Comuni continui, raggiungendo magari nei
prossimi anni anche l’obiettivo del 50 per cento». I tempi della parità non
sono ancora maturi, insomma, ma la lotta continua.